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Angelo Maria Vitale

Recensione a Giulio d'Onofrio, Storia del pensiero medievale

Giulio d'Onofrio, Storia del pensiero medievale, Città Nuova, Roma 2011, pp. 877.

Per molti decenni il manuale di storia della filosofia medievale di étienne Gilson, la cui prima edizione risale al 1922,1 ha costituito il punto di riferimento più autorevole per un primo contatto con il pensiero medievale e, certamente, ha rappresentato la più completa ed organica ricostruzione delle vicende del sapere filosofico nel Medioevo. Peraltro, se nel corso dei decenni lo sviluppo della ricerca storico-filosofica ha in non pochi casi integrato o addirittura corretto alcune conclusioni particolari della trattazione di Gilson, nondimeno l'impianto complessivo dell'opera -- fondato su di una precisa opzione teoretica e metodologica -- ha resistito alla naturale evoluzione della ricerca. Senza alcun dubbio, infatti, successivi tentativi di ricostruzione manualistica generale della filosofia medievale, pur estremamente pregevoli e per taluni aspetti grandemente innovativi, non hanno saputo congiungere in un disegno complessivo ed organico, come nel volume di Gilson, l'ampiezza delle informazioni storiche e storiografiche, l'acquisizione dei nuovi risultati della ricerca, il metodo coerente. Si pensi, ad esempio, a La philosophie médiévale di Alain de Libera2 o, in Italia, alla Storia della filosofia medievale di Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e Massimo Parodi.3

Il volume di Giulio d'Onofrio, nuova edizione -- profondamente revisionata e ampliata tanto nei contenuti quanto negli apparati -- del secondo volume della Storia della teologia,4 fornisce invece una organica ricostruzione del pensiero filosofico e teologico tra i secoli VI e XIV che può aspirare a sostituire validamente il celebre manuale di Gilson. Articolata in sette capitoli, l'opera si caratterizza per l'utilizzo coerente e rigoroso di un metodo storico-filosofico che coniuga le esigenze della concatenazione dei problemi teorici e della individuazione dei nessi concettuali, con la indispensabile ricostruzione dei «condizionamenti temporali che orientano impostazione e contenuti delle diverse proposte speculative» (p. 51). Nell'ampia «Introduzione» (pp. 7-51), che ha come sottotitolo «I princìpi del pensiero medievale», d'Onofrio prende anzitutto in esame l'elemento fondativo della riflessione filosofica nel Medioevo, ossia quella christiana doctrina ricevuta in eredità dai Padri, «la cui veridicità è garantita dal duplice conforto dell'origine rivelata e della stabilità razionale»,5 e sulla quale poggia l'unanimitas del mondo cristiano. Nella ricognizione dei principi che caratterizzano tale unanimitas vengono presi in esame l'ordinamento del creato e del sapere, il linguaggio, l'estetica, la filosofia pratica. Nel primo capitolo, intitolato «Dalla Romanitas alla Christianitas. Tra caduta e rinascita dell'Impero cristiano d'Occidente» (pp. 53-154), sono presi in esame, in primo luogo, gli scrittori latini dei secoli VI e VII (tra i quali emerge la figura di Boezio), in secondo luogo gli autori carolingi e Giovanni Scoto, alla cui riflessione è dedicato ampio spazio. Alla riflessione filosofico-teologica tra decimo e undicesimo secolo e all'opera di Anselmo d'Aosta è dedicato il secondo capitolo, «Le contraddizioni dell'età di mezzo, fra antiqui e moderni» (pp. 155-228). Prendendo le mosse proprio dall'eredità anselmiana, nel terzo capitolo -- dal titolo «Il secolo delle scuole» (pp. 229-325) -- vengono esaminate le tendenze speculative del secolo XII (Abelardo, la scuola di San Vittore, Gilberto di Poitiers e i Porretani, la scuola di Chartres, le scuole monastiche, le scuole inglesi). La trattazione delle scuole monastiche del secolo XII, che include autori fondamentali quali Ruperto di Deutz o Ildegarda di Bingen, ben rappresenta lo sviluppo della ricerca -- ben oltre l'esposizione di Gilson -- in direzione di una più compiuta ricostruzione della complessa fisionomia di quella fase della riflessione filosofico-teologica medievale. Il quarto capitolo, «Tra due mondi» (pp. 327-394), presenta alcune figure significative degli ultimi decenni del dodicesimo e i primi del tredicesimo secolo (Alano di Lilla, Gioacchino da Fiore, Davide di Dinant, Almarico di Bène) e ripercorre analiticamente le fasi dell'incontro del pensiero dell'Occidente medievale con quello greco-arabo ed ebraico. Alla riflessione dei magistri nell'ambito della cultura universitaria è dedicato il quinto capitolo, dal titolo «L'età aurea delle università» (pp. 395-497). In esso d'Onofrio esamina anzitutto il contributo dei primi magistri (i maestri secolari, i maestri francescani di Parigi e di Oxford, i primi maestri domenicani), in seguito si sofferma sul «perfezionamento della definizione formale della natura scientifica del sapere in generale e di quello teologico in particolare»6 portato avanti da Alberto Magno e Odo Rigaldi, su Bonaventura da Bagnoregio e su Tommaso d'Aquino. Le molteplici correnti speculative tra tredicesimo e quattordicesimo secolo sono ripercorse nel sesto capitolo, intitolato «L'officina del sapere nel tardo Medioevo» (pp. 499-603), mentre alle fasi e figure conclusive del pensiero medievale è dedicato il settimo e ultimo capitolo, «L'autunno della speculazione medievale» (pp. 605-697). L'ampia e aggiornata «Nota bibliografica», curata da Renato de Filippis (pp. 703-802), consente un orientamento nella letteratura critica relativa a ciascuno dei capitoli e dei paragrafi in cui il testo è articolato e, soprattutto, di valutare l'evoluzione delle ricerche storico-filosofiche su ciascun periodo o autore. Il volume, che si presenta come un compiuto strumento di studio e di ricerca, è corredato da un «Indice dei nomi», un «Indice biblico» e, infine, un utilissimo «Indice dei termini e delle cose notevoli».

Copyright © 2012 Angelo Maria Vitale

Angelo Maria Vitale. «Recensione a Giulio d'Onofrio, Storia del pensiero medievale». Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia [in linea], anno 14 (2012) [inserito il 30 dicembre 2012], disponibile su World Wide Web: <https://mondodomani.org/dialegesthai/>, [9 KB], ISSN 1128-5478.

Note

  1. É. Gilson, La philosophie au moyen âge, Payot, Paris 1922; tr. it. La filosofia nel Medioevo. Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, La Nuova Italia, Firenze 1973. <

  2. A. de Libera, La philosophie médiévale, PUF, Paris 1993; tr. it. La filosofia medievale, Il Mulino, Bologna 1995. <

  3. M. Fumagalli Beonio Brocchieri - M. Parodi, Storia della filosofia medievale. Da Boezio a Wyclif, Laterza, Bari 1989. <

  4. G. d'Onofrio, Età medievale, vol. II della Storia della teologia, Piemme, Casale Monferrato 2003. <

  5. G. d'Onofrio, Storia del pensiero medievale, Città Nuova, Roma 2011, p. 11. <

  6. Ibid., p. 423. <

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